Il Miglio Verde (Stephen King)

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Il Miglio Verde (Stephen King)

Messaggiodi Juppiter1991 il 2 feb 2012, 21:43

Quando si parla di Stephen King i giudizi contrastanti regnano.
Chi lo definisce un genio forse un po' troppo prolisso, chi non lo sopporta e ritiene che molti dei suoi romanzi siano uguali, chi pensa che il vero King sia finito ormai da molto tempo.

Personalmente è un autore che amo, con quella giusta combinazione d'affetto unita a un pizzico di critica e il libro che volevo consigliare è uno dei miei preferiti tra quelli che lui ha scritto e parlo de Il Miglio Verde.

Cos'è il Miglio Verde? Negli anni '30 questo era il modo in cui le guardie carcerarie e i detenuti del Braccio della Morte chiamavano il corridoio che collegava la zona delle celle alla stanza nella quale si scontavano le pene di morte, grazie alla Old Sparky, la sedia elettrica che trasmetteva corrente direttamente al cervello del condannato. In tanti hanno dovuto percorrere quell'ultimo Miglio, alcuni già redenti nella loro interiorità, altri bisognosi di annusare il puzzo della morte per potersi pentire, altri ancora irrecuperabili, ma John Coffey, un enorme uomo di colore apparentemente ritardato, era diverso da tutti coloro che scontavano in cella il loro ultimo periodo di vita e quel suo essere, in un certo senso, speciale, colpirà nel profondo il capo delle guardie, Paul Edgecombe, e tutti i suoi sottoposti, i quali dovranno affrontare un profondo dilemma all'intero delle loro coscienze.

Senza svelare eccessivamente, si tratta di un libro alquanto atipico per chi, come me, ha letto molto di King. Pubblicato nel 1996, anche la sua forma lasciava spazio alla sorpresa, in quanto era nato come una raccolta di episodi, nello stesso stile di Charles Dickens, pubblicati alla fine di ogni mese. Solo successivamente divenne un libro organico, ma solo nel senso materiale del termine in quanto sostanzialmente nulla fu cambiato. Riprende in qualche modo il tema di un suo fortunato racconto, pubblicato ben 14 anni prima, Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank, splendido, e anch'esso ambientato in una prigione.

E forse sono proprio le novità a rendere il meglio di King; questo romanzo non presenta gli aspetti mostruosi e spesso confusi che l'autore ci sottopone in molti suo libri. All'interno di queste pagine prenda vita un elemento puramente mistico/religioso, qualcosa che non ti aspetteresti, ma che Stephen tratta con delicatezza e drammaticità. Ed è proprio drammatica quest'opera, non un horror, genere a cui è stato relegato, ma il racconto dei pochi mesi di una vita lunghissima, di quei momenti che hanno cambiato per sempre l'esistenza del protagonista.
Uno dei difetti di King è probabilmente quello di non riuscire mai a tenere alte le aspettative fino alla fine; inizia spesso a narrare delle storie esplodendo con tutta la sua tecnica ed arte, ma a causa del suo essere terribilmente lezioso e prolisso, non spesso la fine dei suoi romanzi rispecchia ciò che di buono si è visto al principio. Il Miglio Verde si distingue da tutti questi capolavori a metà, mostrando lo stesso Pathos per tutta la durata del romanzo e toccando un culmine massimo proprio nel finale, come ogni buon libro che si rispetti debba fare. Non è un'opera nella quale ci si può immedesimare con facilità, l'argomento trattato forse è troppo lontano dalle nostre coscienze e da quelle che sono le nostre credenze, ma è impossibile che le corde della nostra anima non vibrino in certi passaggi colmi di quel sentimento puro, reale, mai artificioso.

Le sue migliori raccolte di racconti sono così, esprimono esattamente questi sentimenti, in un modo che purtroppo manca in molti suo romanzi, ma non in questo. Il meglio del Re sicuramente sta quando cerca di concentrarsi in poche intense pagine, ma per quanto mi riguarda è riuscito a donarci la miglior parte di sé anche in questo romanzo, che consiglio a tutti quanti, in quanto la lunghezza non lo rende proibitivo e un'emozione la regala a tutti.

Aggiungo che da questo libro è stato tratto una bella trasposizione cinematografica con Tom Hanks che vede alla regia Frank Darabont, quello che viene considerato "il regista di King" in quanto ha diretto oltre a questo anche Le Ali della libertà, tratto da quello stesso racconto di prigionia a cui ho accennato qualche riga fa, e The Mist, quest'ultimo con qualche discrepanza rispetto al racconto originale.

P.S.
Chiedo venia per avervi proposto un altro libro XD
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Re: Il Miglio Verde (Stephen King)

Messaggiodi Valian il 2 feb 2012, 21:46

Bhe complimenti per i tuoi complimenti, io aspetto ancora il tuo libro :lol:
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Re: Il Miglio Verde (Stephen King)

Messaggiodi DeusEx il 2 feb 2012, 21:50

Gran libro, il migliore che ho letto di King :rock: :rock:

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Re: Il Miglio Verde (Stephen King)

Messaggiodi Pelle92 il 2 feb 2012, 21:56

Il libro purtroppo non lo ho ancora letto ma ho visto il film ed è un qualcosa di strepitoso...un capolavoro del cinema.
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Re: Il Miglio Verde (Stephen King)

Messaggiodi Dott. Frankenstein il 2 feb 2012, 22:25

anche io come Pelle non ho letto il libro ma ho visto il (bellissimo) film :zizi:
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Re: Il Miglio Verde (Stephen King)

Messaggiodi Masterdragon il 3 feb 2012, 18:09

Letto il libro cinque o sei volte e visto il film altrettante. Sulla produzione cinematografica ispirata ai libri di King si potrebbe parlare per giorni e non sempre (quasi mai a dire il vero) in termini lusinghieri, ma stavolta hanno fatto uno splendido lavoro.
Il libro è uno dei più belli che abbia mai letto, concordo in pieno con quanto hai scritto.

Tuttavia quella che tu definisci prolissità è ciò che di lui preferisco. L'indugiare nelle storie dei personaggi, la descrizione di episodi di vita cittadina, i flashback, le storie di contorno. L'ultimo King (ho letto tutti i suoi libri) ha purtroppo portato questa componente fin troppo oltre anche per me (vedi Duma Key e The Dome, che a stento ho portato a termine perchè a metà è sopraggiunta la noia), ma il 90% della sua produzione riesco a divorarla in poco più di mezza giornata, senza alcun segno di cedimento mentale.

E i racconti, pur avendoli letti tutti, molti mi hanno lasciato un pò di amaro in bocca una volta finiti. La troppa intensità, per usare parole tue, finisce per dare alla testa e si conclude il racconto pensando che non sarebbe dovuto finire così. Si creano aspettative che poi non vengono soddisfatte.
Per il resto, good job, mi piace la tua visione del Miglio Verde :rock:
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Re: Il Miglio Verde (Stephen King)

Messaggiodi Juppiter1991 il 3 feb 2012, 18:34

Masterdragon ha scritto:Letto il libro cinque o sei volte e visto il film altrettante. Sulla produzione cinematografica ispirata ai libri di King si potrebbe parlare per giorni e non sempre (quasi mai a dire il vero) in termini lusinghieri, ma stavolta hanno fatto uno splendido lavoro.
Il libro è uno dei più belli che abbia mai letto, concordo in pieno con quanto hai scritto.

Tuttavia quella che tu definisci prolissità è ciò che di lui preferisco. L'indugiare nelle storie dei personaggi, la descrizione di episodi di vita cittadina, i flashback, le storie di contorno. L'ultimo King (ho letto tutti i suoi libri) ha purtroppo portato questa componente fin troppo oltre anche per me (vedi Duma Key e The Dome, che a stento ho portato a termine perchè a metà è sopraggiunta la noia), ma il 90% della sua produzione riesco a divorarla in poco più di mezza giornata, senza alcun segno di cedimento mentale.

E i racconti, pur avendoli letti tutti, molti mi hanno lasciato un pò di amaro in bocca una volta finiti. La troppa intensità, per usare parole tue, finisce per dare alla testa e si conclude il racconto pensando che non sarebbe dovuto finire così. Si creano aspettative che poi non vengono soddisfatte.
Per il resto, good job, mi piace la tua visione del Miglio Verde :rock:


Amante di Dragon Age e di King, 20 anni, sei sicura di non essere la gemella da cui mi hanno separato dalla nascita? :P

La prolissità per me è eccezionale quando la si utilizza bene, se penso ad esempio All'Ombra dello Scorpione mi inchino con tanto di cappello! E concordo in pieno con te quando sostieni che sia in Dume Key e soprattutto The Dome (non ho ancora letto l'ultimo pubblicato 11/22/63) King tiri un po' troppo la corda, in quanto anch'io ho fatto davvero fatica a completarli ^^

Per i racconti è un discorso per lo più altalenante, me ne rendo conto anch'io, diciamo che però negli ultimi tempi lo preferisco in questo stile piuttosto che come romanziere, Notte Buia Niente Stelle, pur non essendo eccelso, è ciò che di meglio ho letto scritto da lui negli ultimi quattro/cinque anni.
Mi piacerebbe poter riavere il King della Torre Nera!
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Re: Il Miglio Verde (Stephen King)

Messaggiodi Masterdragon il 3 feb 2012, 19:50

Non credo, anche se una sorella mi piacerebbe XD

11/22/63 me l'hanno fregato i miei genitori, non ho ancora avuto modo di metterci le zampe sopra... spero lo finiscano presto!
Sui racconti brevi.. in effetti mi ero dimenticata di Notte Buia Niente Stelle. La mente mi è andata subito a Scheletri (credo riconoscerai la citazione nella mia firma ;-) ) , A Volte Ritornano et similia.

Notte.. è piaciuto molto anche a me, ho avuto la stessa tua impressione. Alla fine più che racconti sono dei piccoli romanzi, forse è anche per la loro considerevole lunghezza che li ho apprezzati molto di più. Infatti ora che ci penso i miei racconti preferiti delle varie raccolte sono immancabilmente quelli più lunghi XD

La Torre Nera spacca come non mai. Credo che tu l'abbia già fatto, ma leggiti anche i fumetti :rock:
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